Un pomeriggio alle terme libere di Segesta
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Un pomeriggio alle terme libere di Segesta

 

UN POMERIGGIO ALLE TERME LIBERE DI SEGESTA

 

Recensita da Luca Sciacchitano il

 


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Le terme di Segesta si trovano a circa 20 minuti d´auto da Trapani.

A dirla tutta, io non volevo neanche andarci, perchè non ne conservavo un bel ricordo.
Era da più di 20 anni che non visitavo il fiume caldo e, come tutte le cose "libere" il mio pensiero correva al sovraffollamento ed alla promiscuità di usi e costumi che spesso mi infastidisce.
Per carità! Non pensiate che io sia uno snob, ma il ricordo delle bucce di melone che galleggiavano come barchette, trasportate dalla corrente del fiume, proprio non si può definire attraente.

Ma in 20 anni, ne è passata di acqua (calda, è il caso di dirlo) sotto i ponti ed abitanti e turisti hanno iniziato a sviluppare quel senso di tutela della cosa pubblica che mi ha sorpreso, cancellando i vecchi ricordi e sostituendoli con nuovi, tutto sommato, piacevoli.

Ma andiamo con ordine. Mi annunciano che c´è questa idea ed io, con il broncio scocciato cerco di svincolarmi ma alla fine la prospettiva era di restare a casa oppure di unirmi alla congrega per andare alle acque calde.
Complice la mia innata curiosità, mi faccio convincere e si parte.

Da Trapani imbocchiamo la A29 in direzione Segesta ma ogni avventura che si rispetti non è tale se non ci sono gli imprevisti.

Infatti, avevamo letto su internet che si doveva uscire a Castellammare del Golfo e poi seguire la direzione per le terme.
Arrivati ad Alcamo, però, la macchina di testa si infila allo svincolo.
"Abbiamo visto il cartello per le terme"

Bho! Sarà che si arriva da più strade.

E così ci immettiamo per Alcamo ed effettivamente, alla fine di una strada sterrata, riusciamo a trovare il fiume ed una pozza di acqua calda parecchio affollata.


(foto tratta da www.artemisianet.it/trapani.html
)

Essendo troppo piena, chiediamo alle persone se proseguendo lungo la strada ci sono altri posti dove potersi fare il bagno ed un signore dall´accento marcatamente siculo e la pelle cotta dal sole ce lo sconsiglia.

Per via degli "ortolani".


Noi ci guardiamo straniti e chiediamo di ripetere perchè non abbiamo capito.
Al che, il signore con cui stavamo parlando, si da alcuni colpetti nell´orecchio e ripete "gli ortolani. I finocchi."
"Ah!" ci guardiamo tra noi illuminati da quella rivelazione.
Che sia un fine umorista, su questo non vi è dubbio, ma il messaggio è abbastanza chiaro.
E noi, due famiglie con 3 bambini piccoli, non siamo in cerca di avventure galanti con i verdurai del luogo, ma di acque termali.
Chiediamo se c´è qualche altro posto e lui ci consiglia di provare, sotto i piloni del ponte dell´autostrada, ma una volta arrivati li, luogo era molto triste e brullo e viene cassato.

Rimontiamo sulla macchina salutando ortolani e sciampiste (che, ci spiega paziente il signore, sono quelli che si fanno lo shampoo nel fiume) e proviamo a seguire il consiglio trovato su internet.

Ritorniamo in autostrada, direzione Palermo, e questa volta usciamo a Castellammare del Golfo provando a seguire i cartelli che ci portano alle terme.

Dopo alcuni chilometri troviamo finalmente la traversa che scende verso il fiume ma, prima di entrare alle terme private, svoltiamo a sinistra lungo una stradina sterrata per scendere verso il fiume.

E li, dopo un guado al fiume di un´acqua piacevolmente calda ci ritroviamo in un posto meraviglioso.



All´interno di un piccolo canyon naturale scorreva il fiumiciattolo d´acqua calda.
Largo dai 3 ai 4 metri e profondo al massimo 50 centimetri, il fiume scorre fra due alte pareti rocciose coperte di verde vegetazione tra la quale spiccano colonie intere di fichi d´india con le loro caratteristiche "pale".
Nelle decine di grotte ed anfratti sulla parete, nidificano diverse specie di uccelli che, ad intervalli irregolari, si alzano in volo creando un senso si natura indescrivibile a parole.

Sembrava di stare in qualche canyon americano, con gli uccelli alti nel cielo. Una location molto bella che purtroppo le foto non riescono a rendere nel suo fascino.



Troviamo quindi una piccola spiaggetta e ci immergiamo mentre i bambini partono in esplorazione risalendo la corrente del fiume tra cascatelle e pozze.

Come detto, il fiume non è profondo arrivando massimo a 50 centimetri e permettendo quindi di potersi sedere e distendersi facendosi lambire dall´acqua termale.
La corrente trasporta un poco di limo ed alghe quindi, siate consapevoli che non si tratta di una piscina ma di un´esperienza realmente naturale.

Man mano che si sale verso la foce, l´acqua diventa sempre più calda e pulita ma, purtroppo anche più bassa quindi più difficile da immergervisi.

Noi ci siamo divertiti a risalire la corrente per un poco e siamo finiti, ad un certo punto, dentro un tunnel di canne che si piegavano formando un tetto verde sopra le nostre teste. Li abbiamo trovato una pozza nella quale abbiamo potuto sederci al calduccio.

Senza nessuna buccia di melone in vista!

(vi allego un video per farvi vedere alcune location delle terme segestane)


Alla fine della giornata, dopo un paio di ore, quando si esce dall´acqua calda, la pelle gela per la differenza termica.

Soddisfatti e stanchi siamo quindi ritornati a casa portandoci dietro la nostra bella scia di odore di zolfo.

Attenzione! non ci sono servizi alle terme libere quindi, se volete andare sappiate che non ci sono cabine per cambiarvi o bagni.
Portatevi delle scarpette di gomma perchè il letto del fiume è fatto di pietre e quindi, o siete dei fachiri, oppure la piangete.
Noi ci siamo portati anche un paio di bottiglie di acqua di rubinetto per lavarci i piedi quando siamo ritornati alle macchine.

Per il resto, buone vacanze e come si dice dalle nostre parti ... ´SSABBINIRICA!



 


 

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