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FAVIGNANA,
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I giochi di strada erano quelli praticati in spazi aperti che non richiedevano l’uso di strumenti particolarmente costosi, ma erano accessibili a tutti soprattutto in un periodo, come quello del dopoguerra, dove la povertà era dilagante e i bambini non avevano altri mezzi per giocare se non quelli ideati da loro stessi.
Ed ecco che nelle strade di una volta compaiono giochi che oggi in tempi di play station o di telefonini di ultima generazione sono del tutto scomparsi.
I giochi di una volta che oggi sono pressoché dimenticati erano il carrettino, l’acchiapparella, il gioco dei quattro cantoni, la mosca cieca, la palla prigioniera, il nascondino, il gioco della campana, lo scambio delle vecchie e care figurine panini, lo scassaquindici, il battimuro e così via.
Eccezionalmente tutti questi e tantissimi altri giochi rivivranno in un suggestivo festival, che li mette in rassegna nella suggestiva cornice di piazza della Camperia a Favignana nei giorni 29 e 30 luglio 2017 in un week end all’insegna del divertimento per la gioia dei tanti turisti in visita in questo periodo nella più grande delle Egadi, ma anche dei più piccoli, che oggi neanche lontanamente immaginano di che cosa si tratta giocare con mezzi del tutto insufficienti, ma che la fantasia di una volta era in grado di riempire.
L’associazione Ermes, che si occupa di promuovere il turismo sociale in provincia di Trapani intende con questa manifestazione di carattere culturale intrattenere il pubblico in vacanza a Favignana con i giochi dell’infanzia più remota in una sorta di “operazione nostalgia” e nello stesso tempo permettere a chi lo volesse di voler giocare in piazza insieme ai loro bambini in un connubio stretto tra i bambini di oggi e gli adulti, che sono i bambini di ieri e che magari si sono trovati a dover praticare uno di questi giochi.
Nell’ambito della rassegna sarà presentata dall’associazione Ermes una pubblicazione nella quale saranno descritti i giochi rappresentati con la loro storia con foto e immagini d’epoca e un ricettario con le merendine d’epoca, che venivano mangiate nei pomeriggi di una volta quando ancora quelle confezionate non esistevano.