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Ai Magazzini dell´Arte Contemporanea di Via Custonaci non ci si ferma mai, nonostante forse in città l’arte e la cultura non hanno vita facile. L’ultima mostra in ordine di tempo è “Appartenenza Assenza e Dubbio”, che espone le opere della serba Marta Jovanovic, della polacca Ela Bialkowska e della tedesca Kathrin Loges.
Opere fotografiche ma non solo, c’è spazio le video-istallazioni; per un “dialogo” tra la pittura e la scultura. Temi principali sono la natura, i particolari anatomici dell’uomo, con una chicca d’impatto: le immagini dei bambini yugoslavi in uniforme, così come pretendeva il regime di Tito.
Dal prossimo 23 maggio fino al 13 giugno, invece, si potrà ammirare “Gli oggetti e la pittura: trame e legami”, l’esposizione delle opere di Marco Angelini, che ha esposto lavori in tutto il mondo, da Varsavia a New York, da Londra a Bruxelles, passando per la Biennale di Venezia.
Una simbiosi tra oggetti e l’arte del dipingere, come nello stile dell’artista romagnolo, che fa della superficie pittorica il luogo d’incontro di forme e materie, segni e significati. Una ricerca espressiva dominata dalla materia e dai materiali più disparati, per lo più di riciclo: ferro, alluminio, carta, cellophane, polistirolo, chiodi, viti, nastri di registrazione, pellicole fotografiche, e altro ancora.
Lo scopo principale dei Magazzini è quello di promuovere l’arte contemporanea in ogni sua sfumatura, attraverso mostre, premi e conferenze, con l’obiettivo di creare un filo diretto tra artista e fruitore, di stimolarne la curiosità – e perché no – agevolandone la competenza in materia. Una galleria dalla caratura riconosciuta: lo scorso anno è stata tra le altre quaranta d’Italia a selezionare gli altrettanti vincitori del Premio Ora, un concorso che offre agli artisti l’occasione di presentare i propri lavori ad alcune tra le più attive gallerie del territorio nazionale. I Magazzini presentarono Sonya Barret, un’artista anglo-tedesca molto apprezzata, le cui opere sono state apprezzate anche a Trapani. “Il nostro progetto, ‘ViruS’ – ha dichiarato Antonio Sammartano, co-direttore della galleria insieme a Darine Rajhi – nato nel 2000 ed esclusivamente autofinanziato, ha trasformato in persone attente all´arte contemporanea un sacerdote, un geometra, un gioielliere, un direttore didattico e tanti altri ancora.
Tutte persone che prima erano disinteressate alla materia! Non offriamo i nostri locali ai cosiddetti pittori o artisti della domenica. Ad esporre da e con noi sono solo veri artisti, per i quali l’arte non costituisce un hobby bensì una professione”. Non dei semplici cicli di esposizioni e mostre, bensì un progetto che punta in alto, sia per l’arte che per la città, che dovrebbe concludersi con la creazione di una Biennale D´Arte a Trapani e che può contare su altre tre gallerie: a Francoforte, Manchester e Barcellona.