Un santuario dei cetacei a San Vito Lo Capo
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UN SANTUARIO DEI CETACEI A SAN VITO LO CAPO


Un santuario dei cetacei a San Vito Lo Capo

 

Recensita da Luca Sciacchitano il

 

 


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Un Santuario dei cetacei anche nel mare di San Vito lo Capo? Perché no?
La proposta nasce da Cosedimare, Sanvitoweb e dalla Pro Loco di San Vito, e intende aggregare quanti hanno a cuore lo sviluppo eco compatibile del turismo in questo lembo di terra e di mare che ancora riescono a preservarsi dall’inquinamento selvaggio. E’ un’idea che ci frulla in testa da anni, e che ora vogliamo sottoporre all’attenzione degli enti pubblici e dei privati. Peraltro la eventuale creazione di un’area dedicata all’osservazione dei grandi cetacei non danneggerebbe in alcun modo l’attività dei pescatori, che rappresentano un importante riferimento sociale ed economico per il territorio.
Da sempre il mare davanti al Capo San Vito, che chiude a ponente il grande Golfo di Castellammare, è intensamente frequentato da delfini (Delphinus delphis e Stenella coeruleoalba) e da grampi (Grampus griseus), che si incontrano in branchi di centinaia ed a volte migliaia di esemplari; già a partire da un miglio dalla costa, e fino a decine di miglia, le famiglie di cetacei intersecano la rotta delle imbarcazioni in navigazione, e spesso i nostri amici si pongono proprio accanto alle prue delle barche accompagnando per lunghi tratti i navigatori. E’ un vero piacere vederli nuotare e giocare nell’acqua blu cobalto, effettuare alti salti ed a volte uscire dall’acqua in verticale tenendo sommersa solo la coda e così spostandosi in orizzontale per decine di metri. In pratica le occasioni di questi incontri ravvicinati si ripetono mediamente sette – otto volte ogni dieci uscite. Più raro è l’avvistamento dei pescispada (Xiphias gladius) e dei tonni (Thunnus thinnus) che ci sono ma non si vedono a meno che non saltino fuori dall’acqua all’inseguimento di piccole prede, e con gli zifii (Ziphius cavirostris) che nuotano lenti appena sotto il pelo dell’acqua; frequente anche l’incontro con le tartarughe di mare (Caretta caretta) che si crogiolano al sole e da lontano sembrano relitti alla deriva.
In questa situazione ogni navigazione appena al largo si può trasformare in un’avventura affascinante e coinvolgente: delfini, grampi e tartarughe si possono fotografare da pochi metri di distanza, e per i più temerari è possibile financo tuffarsi in mezzo agli innocui cetacei. Il mare diventa così un campo-scuola dove imparare a conoscere, classificare, studiare quei nostri cari amici. Dunque, perché non fare di questo mare un Santuario naturalistico per loro?
Non ci sembra che sussistano problemi di convivenza con i pescatori, che anzi avranno modo – con la pescaturismo – di portare al largo sui loro motopesca curiosi, studiosi e fotografi.
La creazione di un Santuario per i Cetacei non avrebbe alcuna ripercussione sull’attività di pesca: i grandi mammiferi marini – peraltro protetti – non rientrano fra le prede dei pescatori, e non incidono minimamente sul loro lavoro: le aree frequentate da delfini & co. sono lontane dalla costa e assolutamente impraticabili con i metodi tradizionali della piccola pesca (strascico, circuizione, tremaglie, conzi), mentre la pesca d’altura come il palangaro di superficie o la circuizione delle Lampughe (“caponi”, Coriphaena hippurus) nel periodo autunnale non intralcia né è intralciata dalla presenza dei cetacei, che non abboccano alle esche dei palangari e si tengono ben lontani dalle reti di circuizione. Insomma, lo spazio “vitale” è tanto ed è disponibile per tutti, delfini, grampi e pescatori.
Il porto sanvitese, inoltre, si presta benissimo alla realizzazione del progetto: quattro comodi marina possono ospitare decine di barche anche di grandi dimensioni per la ricerca e lo studio dei cetacei; in banchina opera un comodo rifornitore di carburante; non c’è maltempo che possa impensierire i capitani ed i proprietari delle imbarcazioni, che possono essere lasciate a “svernare” tranquillamente a San Vito, sempre controllate dai guardiani dei porti turistici. Infine, non dimentichiamolo, non c’è bisogno di allontanarsi troppo dalla costa (bastano già un miglio e mezzo – due) per incontrare i primi esemplari di cetaceo.
Lanciamo questo appello dalle pagine web dei nostri siti, e attendiamo che altri si uniscano a noi in questo progetto ambizioso ma tutt’altro che impossibile da realizzare.

fonte: cosedimare.com

 

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