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Nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo D’Alì, è stata presentata la manifestazione “La tradizione dei Misteri sulle note dello Stabat Mater” e rappresenta il primo spettacolo in cartellone della stagione 2021 dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
Anche quest’anno, purtroppo, a causa della pandemia da Covid-19 i trapanesi e i tanti turisti che sarebbero venuti per la Pasqua in Sicilia, non potranno assistere alla tradizionale processione del Venerdì Santo, ma potranno ugualmente “consolarsi”con questo concerto in modalità streaming giovedì 1 aprile e venerdì 2 aprile alle 20,30 sul canale You Tube dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, ma sarà condiviso anche sulla pagina facebook del comune di Trapani.
Lo Stabat Mater è una melodia gregoriana, la cui musica nel corso dei secoli è stata composta da oltre 400 compositori, tra cui si ricorda principalmente il palermitano Alessandro Scarlatti, considerato uno dei più grandi compositori italiani di musica barocca.
Questo soave canto gregoriano in latino fu abrogato dal Concilio di Trento nel XVI secolo ma fu poi reintrodotto nella liturgia solamente nel 1727 da papa Benedetto XIII.
Ritornando al concerto organizzato dall’Ente Luglio Musicale Trapanese, si eseguiranno le musiche non del compositore siciliano, Alessandro Scarlatti, considerato abbastanza antiquato, ma dell’artista marchigiano Giovanni Maria Pergolesi, che terminò la composizione del brano quando già era seriamente malato e pochi giorni prima di morire nel convento dei cappuccini di Pozzuoli.
Il regista dello spettacolo è Renato Bonajuto, mentre le coreografie sono curate da Giuliano De Luca e infine le scenografie e i costumi sono firmate dal Maestro Danilo Coppola. Prenderanno parte all’evento i Tamburi dell’Unione Maestranze e i giovani musicisti del Conservatorio Scontrino di Trapani.
Il cast dei cantanti è davvero internazionale: parliamo di artisti del calibro di Desirèe Rancatore, soprano, e di Aurora Faggioli, contralto, mentre la direzione d’orchestra è affidata alla giovane e brava Manuela Ranno.