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Torna il prossimo 18 luglio, la quarta edizione del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache, che è una manifestazione che nasce nel 2015 per rivitalizzare l’antico teatro greco di Segesta dopo che per anni non si facevano più attività culturali.
L’ultima volta fu nel 1981 e grazie all’intraprendenza dell’amministrazione comunale di Calatafimi, nel cui territorio ricade Segesta, si è voluto dare una certa continuità ad una bella tradizione del passato.
Grazie anche alla direzione artistica di Nicasio Anzelmo che ha rivalutato quell’esperienza con la felice intuizione delle Dionisiache e recuperando la dimensione collettiva e aggregativa di una comunità nei confronti del teatro, perché esso non è un semplice spettacolo d’intrattenimento, ma è un “rito”, a cui un’intera comunità partecipa.
Sono circa in base al programma 60 spettacoli, di cui almeno 45 rappresentazioni classiche, di cui alcune rappresentate alle luci dell’alba come l’Antigone di Sofocle alle 5 del mattino del 26 agosto o all’ora dell’aperitivo come Medea di Euripide (23 agosto, ore 20,00) e Anfitrione di Plauto, che sarà rappresentata nei giorni 24-25 e 26 agosto.
Il festival ha suscitato fin dalla prima edizione il coinvolgimento dell’intera comunità di Calatafimi con una serie di iniziative come i laboratori e i cantieri d´arte, ravvivando la città con un incremento del numero di presenze di circa 3.000 persone per l’edizione del 2015 per arrivare a circa 4000 persone per la stagione teatrale 2016 con un indotto turistico che si è creato non indifferente, perché le compagnie, che vengono da fuori, soggiornano a Calatafimi per allestire i propri spettacoli. Alla faccia di chi dice che con la cultura non si mangia.
All´interno del festival vi è poi una sezione, che è dedicata al premio Cendic (Centro italiano di drammaturgia contemporanea), che è un prestigioso riconoscimento che mira a favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale e della lingua nazionale.
Partners dell’iniziativa sono il Teatro di Roma e le Biblioteche della capitale. Il riconoscimento prevede per il vincitore la possibilità di rappresentare il testo l´anno successivo a quello di conferimento al teatro di Segesta.