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AI PRIVATI LA GESTIONE DI 500 SITI E MUSEI  

05/12/2009 - La Regione: bandi entro fine anno. In lista il Castello a mare e la Tonnara di Favignana Nuovi bandi per una somma totale di 350 milioni di euro, per attribuire ai privati la gestione di siti culturali: la pubblicazione avverrà entro il 31 dicembre di quest´anno, e coinvolgerà i 146 siti regionali, ma non solo. L´assessore regionale ai Beni Culturali, Lino Leanza, annuncia: «I bandi saranno destinati alla rivalutazione, soprattutto economica, di luoghi di cultura. La lista competa sarà pronta a fine mese, ma posso anticipare che tra questi ci saranno il Castello a Mare a Palermo, a Catania il Teatro Antico e la Manifattura Tabacchi, la Tonnara di Favignana, il Museo di Lipari e la Fortezza di Porto Palo».
Siti che, con una accurata gestione di valorizzazione, potrebbero diventare punti di riferimento fondamentali per l´auspicato raccordo tra cultura ed economia. Si pensi al caso del Castello a Mare di Palermo, antica fortezza araba ricca di storia e reduce dal restauro di questa estate, che si affaccia sul porto della città: sede perfetta per spettacoli, allestimenti en plein air, concerti, potrebbe rivelarsi un luogo di grandissimo interesse ed attrazione. Lo stesso può dirsi per la Tonnara di Favignana, anch´essa fresca di restauro, che per importanza architettonica, enorme capacità di spazi ha tutte le carte in regola per diventare museo, spazio espositivo ma anche per una accoglienza d´eccezione. Da scoprire, ancora, la Manifattura Tabacchi e il Teatro Antico di Catania, il primo un esempio di archeologia industriale e il secondo luogo non fruito nemmeno dalla stessa città, pur trovandosi al centro dell´asse viario più importante.
Il nuovo progetto amplia la lista dei siti, e arriva a individuarne 500, aggiungendo a quelli regionali i siti comunali, provinciali, privati e i beni ecclesiastici, grazie ad un protocollo d´intesa che sarà firmato con la Cei in questi giorni. I fondi, tutti provenienti dalla Comunità Europea, sono anche destinati ai siti Unesco siciliani, comprendenti Val di Noto, Siracusa, Pantalica, Palermo, Agrigento, Monti Sicani e la zona del trapanese, Eolie e Peloritani.
In pratica, i privati che vorranno partecipare ai bandi dovranno possedere i requisiti stabiliti, ma avranno libertà nella proposta del progetto; per i bandi "a titolarità", ci si dovrà attenere ad una serie di paletti fissati dalla Regione. Parola d´ordine, "compartecipazione": finanziamento del 20 per cento per gli eventi finanziati, del 40 per cento per la realizzazione di infrastrutture, mentre i privati avranno un sostegno del 50 per cento. «La limitatezza delle risorse - dice Leanza - ma anche la consapevolezza che nell´ultimo Por i finanziamenti messi in campo, più di un miliardo e duecento milioni di euro, non ha avuto un ritorno positivo, ci ha indotto a modificare il metodo di attribuzione dei fondi».
L´assessorato ai Beni culturali manterrà comunque una supervisione sulle decisioni, trattenendo per sé tutela, conservazione, proprietà e coordinamento scientifico. «Per intenderci - conclude l´assessore Lino Leanza - basta con i concerti rock al Teatro greco di Taormina».
Ma cosa pensa chi lavora con i beni culturali? Bernardo Tortorici, responsabile dell´associazione Dimore storiche e presidente dell´associazione Amici dei musei siciliani, gestisce l´Oratorio di San Lorenzo e la chiesa della Catena: «Sono perfettamente d´accordo - dice - sulla gestione ai privati di luoghi piccoli e medi, che possano dar vita a un incremento lavorativo. Noi con il ricavato dei biglietti teniamo aperti i due luoghi tutti i giorni, paghiamo i ragazzi per le visite, le bollette e qualche piccola riparazione. Ma credo che la Regione non possa rinunciare alla gestione diretta dei suoi gioielli di famiglia, come la Villa del Casale o il Teatro Greco di Taormina: semmai occorrerebbe pensare ad alleggerirne la burocrazia e ad un personale specializzato e flessibile».

Fonte: L'Espresso

 

 
 

 

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